...If I was your vampire... 




 

Avrei voluto allungare le braccia verso di lui. Ne avevo bisogno. Nessuna paura. No, non stavolta. Non era necessario. Mi sentivo una bambina. Una dolce bambina che vuole essere presa in braccio per sentirsi al sicuro.

E lui era lì. Davanti a me. Seduto sul ciglio della scogliera con lo sguardo rivolto lontano da luogo in cui eravamo.

La giornata era stata pesante. Intensa come non mai.

Aveva dovuto sopportare di vedermi tra le braccia di Marcus, il suo peggior nemico. Una messinscena necessaria.

L'idea era stata mia e non mi era costata poco. Ma non potevo permettere che quel mostro rovinasse la nostra vita. Ancora.

Così, visto che ero uno degli oggetti del suo desiderio, avevo accettato la sua proposta di matrimonio. Le nozze sarebbero state un evento eccezionale. Avrebbero partecipato tutti. I miei uomini compresi.

Ma ovviamente questo Marcus non lo sospettava neanche. L'avevo indotto a fidarsi ciecamente di me. Sedurre è il mio mestiere.

Quel giorno era arrivato subito. Troppo presto. Ricordo lo sguardo di William quando mi aveva vista in abito da sposa. Vi avevo letto dolore, rabbia e desiderio di vendetta. La sua donna stava per sposare un altro uomo, il peggiore.

Si, sapeva che era tutta una finzione. Era stato il primo ad assecondarmi nel piano. Ma soffrivamo. Si avvertiva.

 

Era andato tutto liscio.

Mi ero presentata all'altare. Avevamo celebrato il matrimonio con l'inganno. E durante i festeggiamenti i miei uomini, guidati da William, avevano catturato Marcus. Will, il più potente vampiro di Veltavia, l'aveva ucciso. Era vendetta, la sua, per tutto quello che il verme gli aveva tolto: la sua famiglia, la sua casa, la sua patria, e infine me...

Gli uomini di Marcus non ebbero il coraggio di reagire. Eravamo in netto vantaggio numerico. Era finito tutto nel giro di pochi minuti.

 

E ora. Ora, al calar del sole, era giunta la resa dei conti anche per me e William.

Lui era sempre lì. Mi aveva sentita arrivare, ma non si era voltato. Preferiva contemplare l'infinito e aspettare.

Scrutai per qualche secondo la perfezione di quel corpo seminudo. Mio da sempre orami. Mio per sempre...

Amavo la sua schiena liscia. La precisione dei suoi muscoli. I suoi capelli neri e lunghi. Quegli occhi scuri, capaci di cambiare a seconda del suo stato. Amavo le sue labbra delicate e morbide. Le sue mani vellutate. Amavo lui...

Mi avvicinai piano. Mi chinai per respirare il suo odore. Gli sfiorai la spalla destra con le labbra. E infine lo abbracciai.

Prima piano...poi forte. Fino a sentire il suo respiro e il suo cuore.

"Ti amo Will. Ora. Sempre. Ti amo." gli sussurrai tra lacrime che scendevano sulle mie guance e respiri incerti.

Non si voltò a guardarmi. Rimase perso nel suo infinito. Ma mi sfiorò le mani con le sue. Poi le strinse.

Lo sentivo piangere. Anche se il suo volto era asciutto.

"Anch'io piccola. Anch'io...Ora. Sempre.".

Restammo così finché il sole non fu completamente nascosto dall'acqua e Selene non spuntò dall'altra parte della vallata.

Solo allora, ci alzammo. Solo allora, mi guardò. Avevamo sofferto troppo in passato. E ora era tutto finito. Tutto.

Iniziai a piangere più forte sotto il suo sguardo dolcemente bagnato. Mi tirò a sè. Soffocai le mie lacrime nel suo petto.

Mentre lui mi respirava piano. Mi prese il viso tra le mani. "Ora e sempre" - ripetè - "Ora e sempre". E finalmente mi baciò.

Con tutta l'intensità e la dolcezza di cui era capace.

La notte era appena iniziata quando tornammo a casa. L'abbraccio che ci scambiammo ebbe un sapore diverso. Un odore diverso.

Perchè saremmo appartenuti davvero l'uno all'altra. Ora. Sempre. Mai.

 

Per l'eternità.



Love

 



15:51 | bethiel | commenti (7)

sabato, 07 novembre 2009

 

 

 

Valchiria 

Valchiria





Velenosa apatia

guidata da promesse

infrante

su corpi languidi.

Mente sopraffatta

da raggi

di nuvole spente.

Drogata dal fuoco

vomito ossigeno.

Fendo la nebbia

con lame

di sguardi acuti.

Corone d’alloro

e tunica nera

cingono questo corpo

da Maddalena maledetta.

Sfiorata da respiri

freddi e metallici

mi faccio largo

tra una folla inanime.

Un trono di spine

mi attende.

Salvami, Amore mio.

Salvami.

O brucia con me.

Vedi? Mi offro a te.

Prendimi, Amore mio.

Prendimi e portami via.

Deus ex machina

accetta

questa Venere sporca.

Le mie braccia

si tendono.

Sono qui.

A chiederti venia.

A pretenderti.

Implorante,

mi mostro

come dolce puttana.

Per compiacerti.

Rossetto viola

pronto

per essere sbiadito.

E’ qui, Amore mio.

Sulle mie labbra.

Socchiudo gli occhi.

L’inconfondibile calore

delle tue mani

da inizio

all’inevitabile.

Tua, Amore mio.

Sono tua. Ora.

Sempre. Mai.

Destini intrecciati,

soffochiamo incubi.

Io e te.

Contro il mondo.

Sarò la tua valchiria.

“Quanti graffi

da accarezzare

Per tutti i cieli

che possiamo tracciare”.¹

Curerò le tue ferite.

E tu, Amore mio,

mi renderai umana.

Sempre di più.

Restituendomi

le mie ali nere.



¹: Subsonica - L'odore





14:55 | bethiel | commenti (3)

sabato, 07 novembre 2009

 

 

 

27...and I walk beside you... 




 

Oggi è 27.
Oggi i Dream Theater si esibiscono a Roma.
Ancora una volta, nessuna coincidenza.
Forse ci andrai. Forse no.
Ma entrambi saremo lì stasera. Comunque.
In un modo o nell'altro. Saremo lì.

You know, my sweet angel, I walk beside you.
'Cause you feel it. 'Cause you feel me.
Now and ever.
Now and for ever.


08:47 | goodnight | commenti

martedì, 27 ottobre 2009

 

 

 

Black 

I am a black butterly

 

Violando tropici

scanditi dal Sole

Mi avvicino

al punto

di non ritorno.

Divorata

da sensazioni

opposte e parallele

splendo

di luce spenta.

Ero una farfalla nera.

Ora poso in silenzio

su fiori chiusi.

Raffreddata

da temperature esterne

esplodo dentro.

Riverso lacrime

su inesistenti petali.

“Rivoglio le mie ali nere,

il mio mantello.
La chiave della felicità

è la disobbedienza in se
a quello che non c'è.
Perciò io maledico il modo

in cui sono fatto.
Il mio modo di morire

sano e salvo dove m'attacco.
Il mio modo vigliacco

di restare sperando che ci sia
quello che non c'è.
Curo le foglie.

Saranno forti.
Se riesco ad ignorare che

gli alberi son morti.
Ma questo è

camminare alto sull'acqua e
su quello che non c'蔹

E tutto questo

solo per ritrovarmi.



¹: Afterhours - Quello che non c'è


16:20 | darkness | commenti (2)

domenica, 04 ottobre 2009

 

 

 

Nutritevi di me 

altalena di piume




Sapore di amaro

addolcito dal nulla.

Odore di caldo

rinfrescato dall’acido.

Arcobaleni neri

illuminati dai lampi.

Cielo aperto

in un freddo abbraccio.

Ed io.

Io qui.

A respirare emozioni.

Ad inebriare

l’anima

con lame dolci.

Spogliata di tutto

e nuda per niente.

“Hello teacher!

Tell me what’s my lesson

Look right through me

Look right through me!”¹

Già…

Guardatemi. Dentro.

Sfogliatemi piano

con lo sguardo.

Sono qui. Ora.

Sfondate le barriere

da me create

per difendermi.

Provateci. Almeno.

Ma il viaggio

sarà lungo.

La strada tortuosa.

Molti hanno rinunciato.

Non era per loro

la profondità.

Molti rinunceranno.

Ma a chi

avrà il coraggio

di fermarsi dentro

Dico: “Restateci!

Abbastanza a lungo

da nutrirvi di me.

Completamente.”




¹: R.E.M. - Mad World

 


16:46 | animaetenebre | commenti (4)

sabato, 03 ottobre 2009

 

 

 

Autunno di Settembre 



 



 

Foglie ingiallite

cadono

ai piedi del cielo.

Colori caldi

mi accarezzano.

Sensazioni dense

di ricordi intensi

mi fioriscono dentro.

Ripercorro emozioni.

Sfioro con le ali

nuvole all’orizzonte.

Atterrando

su momenti morbidi.

Cammino sull’acqua

e su quello che c’era stato.

Mentre un sole timido

E tiepido

mi scalda la pelle.

 

 

 

 

 

 

 

E tu qui. Con me.

 

 

Dentro di me.

 

In ogni angolo.

In questo mese.

Che è mio.

In questa stagione.

Che è mia.

E allora capisco.

Eri tu.

Autunno dolciastro.

Sei. Tu.

 

 


22:01 | goodnight | commenti

martedì, 29 settembre 2009

 

 

 

The [wo]man who can't be moved 

alla finestra

 

 

Uscire. E respirare scorie.

Andare in palestra. O alle lezioni per la patente.

Vedere gli amici.

Bere.

Fumare.

Divertirmi. O almeno fingere.

Stare meno al pc.

 

 

Questa è la mia vita ora.

Avevo promesso a molti di riprenderne il controllo.

Di tornare a respirare calma.

Di godermi la mia giovane età.

E l’ho fatto.

Tra applausi di un pubblico immaginario. E una leggera brezza.

M’inchino. Delicata e morbida.

Ingannando.

Forse tutti. Forse nessuno. Forse me.

 

 

Vado avanti.

Passo dopo passo.

Respiro dopo respiro.

Almeno così credo…

Perché la realtà è un’altra.

Perché la realtà è rivedere un baratro.

Quel baratro che ci siamo trovati davanti. Nel momento in cui ci siamo dati delle “responsabilità”.

Quel baratro che stavamo attraversando insieme. Con un ponte.

Ma a metà strada è successo qualcosa.

A metà strada ci siamo fermati.

Ci siamo guardati negli occhi.

Ci siamo stretti forte.

Ci siamo baciati con dolcezza.

Ricordo ancora le punta delle nostre dita che si sfioravano.

A metà strada il nostro cammino insieme si è interrotto.

Non potevamo proseguire. Lo sapevamo.

Lo abbiamo sempre saputo.

Ma siamo stati bene. Finché abbiamo potuto.

Ci facevamo. Bene. Essendo l’una l’anestesia dell’altro.

Abbiamo pianto per quella separazione forzata. Ma necessaria.

“Torneremo a scorrere”¹. Mi hai sussurrato.

E allora. Ognuno per la sua strada. Portandosi dentro l’altro.

.E così.

Sei passato dall’altra parte del baratro. A volte mi guardavi e mi stringevi ancora.

Ed io.

Io sono rimasta lì. A metà strada.

Anche se mi hanno vista passare dall’altra parte.

Anche se molti [me per prima] credono che io sia andata avanti.

Anche se in realtà sono ancora lì.

A metà strada.

“Lei resta lì. Immobile.”²

 

 

Tremo. E tremando, m’interrogo.

“What else can I do?

And how can I move on when I’m still in love with you?”³

 

 

Ti ho Amato.

Ti Amo.

Ora. Sempre.

¹: Afterhours  - Ci sono molti modi

²: Subsonica - Vita d'altri

³: The Script - The man who can't be moved

 

 

 


20:01 | goodnight | commenti (19)

sabato, 19 settembre 2009

 

 

 

Bocciolo 

 

Un bocciolo di rosa
è scivolato
tra le mie mani.
Non so da dove.
Non so perchè.
L'ho accolto piano
per non sciuparlo.
Freschezza sulla pelle,
morbidezza sulle mani,
delicatezza nei colori.
Voglio custodirlo
per sentirne il profumo.
Voglio amarlo
per coglierne l'essenza.
Voglio accarezzarlo
con intensa dolcezza.
Voglio vederlo
diventare una rosa...
la più bella di tutte.


15:17 | mars | commenti (9)

lunedì, 07 settembre 2009

 

 

 

Attimi 

gocciolo

¹

Pioggia d’estate

a rinfrescarmi

la pelle e la mente.

Con mani d’avorio

scrivo parole

al gusto di vaniglia.

Gocce morbide

mi annaffiano

l’anima.

Mentre assaggio

un velo

di perle nuvolose.

 

E in tutto questo

tu. Qui. Con me.

Ad osservarmi

nel silenzio

racchiuso

tra parole dolci.

¹: Misdea - Look Back

 


18:12 | ehtam | commenti (27)

domenica, 30 agosto 2009

 

 

 

Roxanne 

 

La gelosia

uccide l’invidia

di sguardi

che sfiorano

una pelle candita…

 


17:07 | passionandtheopera | commenti (8)

domenica, 23 agosto 2009

 

 

 

 

 

Utente: BlackDeadEye
Un occhio nero. Spento. Morto. Ma profondo quanto l'infinità della mia anima, racchiusa in questo corpo mortale. Proprio come un lago di sangue racchiuso tra limitati alberi innevati. In un inverno senza fine.

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*loading* occhi neri. spenti. morti.

 

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